I tessuti della moda

Facciamo un po di chiarezza sui tessuti della moda che compongono i capi che indossiamo quotidianamente  o che siamo interessati ad acquistare.

In questi articolo troverete delle descrizioni che raccontano un po di storia e caratteristiche sui seguenti tessuti:

  • Cotone e Cotone riciclato
  • Denim
  • Elastan
  • Lana
  • Lino
  • Nylon
  • Poliacrilico
  • Poliestere
  • Poliammide
  • Rayon
  • Viscosa

Cotone e cotone riciclato

Il tessuto di cotone si ottiene tessendo filati di cotone ricavati dalla peluria che ricopre i semi di una pianta della specie Gossypium. Con il termine tessuto cotone generalmente si intende indicare non solo tessuti fatti a telaio, ma anche magline e jersey.

Il Cotone si otteneva in passato mediante lavorazione con strumenti di legno o a mano. Dopo aver preso la capsula del cotone dalla pianta omonima si ricavava un gomitolo di filamenti che veniva trattato e lavorato prima di essere inviato alle industrie tessili. Il cotone, il cui termine deriva dall’arabo katun ovvero terra di conquista già presente prima del secondo millennio a.C. in India ed anche in Perù, fu introdotto prima in Sicilia nel IX secolo e poi in tutta l’Europa.

Caratteristiche:

  • Sensazione di freschezza sulla pelle
  • Elevata capacità di assorbimento di liquidi
  • Morbido al contatto
  • lavaggio fino a 60° ( il cotone può essere lavato a mano o in lavatrice senza particolari problemi in quanto allo stato umido migliora la sua resistenza; occorre evitare l’asciugatura alla luce diretta del sole perché indebolisce e ingiallisce la fibra.)

Le fibre di cotone riciclato derivano dai scarti pre-consumo generati durante la lavorazione delle materie prime vergini e dei semilavorati lungo la catena di trasformazione, e da scarti post-consumo, come indumenti, tessili per la casa e fibre di tessuti in genere giunti alla fine del loro ciclo di vita.

Il maggior volume di cotone riciclato viene prodotto attraverso i rifiuti pre-consumo, anche se la quantità di rifiuti tessili maggiore è quella post consumo. Questo perché è più semplice riciclare il pre-consumo rispetto al post-consumo.

Grazie al sempre più diffuso concetto di eco-design, i designer tendono ad una produzione “zerowaste” dove abiti e accessori vengono disegnati per ridurre al minimo, o addirittura azzerrare i rifiuti pre-consumo. Ovviamente parliamo ancora di molte tonnellate di rifiuti tessili prodotte nel mondo, ma una cifra minima se paragonata ai rifiuti post-consumo.

I rifiuti post-consumo sono più difficili da riciclare e smistare a causa dei diversi colori coinvolti e delle miscele di fibre che compongono il tessuto, nonché delle sostanze tossiche presenti.

Denim

Il Denim o anche chiamato tessuto di jeans originariamente era composto da 100% cotone ma nel corso degli anni sono nate più “miscele” come ad esempio l’aggiunta della Lycra o dell Elastan per rendere ilttessuto elasticizzato.

Quando è nato era di colore blu, quel blu che ancora oggi lo contraddistingue.

Si chiama denim (in inglese) perché prende il nome dalla città “de Nimes” dove veniva prodotto. in francia, invece lo chiamavano blue de Genes (blu di Genova) perché veniva esportato attraverso il porto di Genova che aveva una forte tradizione tessile.

Caratteristiche:

Ha una tessitura in diagonale ed è perciò una stoffa particolarmente robusta e adatta a indumenti da lavoro, differenza della “tela” che è tessuta con i fili incrociati perpendicolarmente e non ha caratteristiche di robustezza.
Il denim si stinge progressivamente con i lavaggi e con l’uso, schiarendosi di più dove è maggiore l’attrito.

Elastan

L’Elastan è una fibra a base di Poliuretano. Probabilmente la sua caratteristica più importante è l’allungamento elastico, che può arrivare fino all’800%. Quando viene rilasciata, la fibra torna alla sua lunghezza originale.

Nel settore dell’abbigliamento vengono utilizzati filamenti di Elastan con altre fibre come lana, cotone, seta o fibre sintetiche. L’Elastan assicura un buon recupero delle pieghe e garantisce ad ogni capo perfetta vestibilità ed un’ottima libertà di movimento.

Caratteristiche:

  • È molto elastico ed estensibile
  • È facile da trattare
  • È strutturalmente stabile e resistente
  • È fine, ma ha una buona resistenza allo strappo

Lana

La lana è una delle fibre naturali di origine animale più apprezzata, utilizzata e amata al Mondo. Secondo alcuni storici, la sua lavorazione risalirebbe addirittura all’epoca preistorica.

Le fibre di lana si ottengono tagliando la parte esterna dei peli di animali ovini, caprini o camelidi. Nell’insieme, il manto di peli che ricopre il corpo di questi animali viene detto vello, mentre l’operazione di taglio del vello è detta tosatura.

La lana più conosciuta è quella ovina (lana di pecora), che si può ottenere dalla tosatura annuale (lana masserizia, a fibra lunga) o semestrale (lana bistosa, a fibra corta). A titolo indicativo, a seconda della razza, una pecora può produrre da 1 a 5 kg di lana ogni anno.

La lana viene usata soprattutto per confezionare indumenti invernali, poiché costituisce un ottimo isolante termico. È usata anche per la maglieria intima, in quanto igroscopica (assorbe bene il sudore e l’umidità) e traspirante; tuttavia, la scarsa tollerabilità a contatto con la pelle ne limita l’utilizzo nel settore intimo a favore del cotone.

Caratteristiche:

  • Neutra agli odori
  • Regola l’umidità
  • Ottimale isolamento termico
  • Morbidezza
  • Ecologica al 100%
  • Protezione OV

Animali da cui si ricava la Lana:

  • Pecora merino (Australia, Nuova Zelanda, Germania e in Islanda, Sud America e in Africa)
  • Pecora di razze autoctone
  • Capra d’Angora (Turchia, Sudafrica, Stati Uniti) dalla quale si ottiene la lana mohair
  • Capra del Cachemire (Tibet, India, Cina, Iran, Afghanistan)
  • Lama Alpaca (Ande)
  • Lama Vigogna (Ande peruviane)
  • Cammello (Asia e Africa)
  • Coniglio (angora)
  • Dromedario

Lino

Il lino (Linum usitatissimum) è una fibra naturale, composta per il 70% da cellulosa, dall’origine molto antica, con diverse proprietà che lo rendono un tessuto davvero di pregio.

Può essere utilizzato per realizzare i capi di vestiario per la stagione estiva ma anche come materiale per la biancheria della casa (lenzuola, tende, cuscini, copridivani, tovaglie, asciugamani). Il lino è molto apprezzato per le sue molteplici qualità – che vedremo nel dettaglio nel paragrafo dedicato – tra cui spiccano la versatilità, la sostenibilità, il suo essere ipoallergenico e traspirante, la freschezza e la resistenza, oltre alla sua indiscutibile bellezza estetica.

Dotato di una storia antichissima, oggi viene prodotto soprattutto nell’Europa Centrale

Caratteristiche:

  • sostenibilità
  • non provoca allergie
  • resistenza
  • termoregolazione
  • traspirazione

Nylon

Il nylon è una fibra sintetica inventata nel 1935 che – tra le molte cose – è stata usata fin da subito per la produzione di abbigliamento sportivo e calze.

Ricavata dalle poliammidi, questa fibra è oggi impiegata soprattutto nel settore dell’abbigliamento, in particolare quello sportivo e delle calze, per via della sua elasticità e resistenza.

Nel 1940, il nylon era stato descritto come una fibra “robusta come l’acciaio, sottile come una ragnatela, eppure più elastica di tutte le comuni fibre naturali”. Si trattava, ovviamente, di un’operazione commerciale, finalizzata alla sponsorizzazione di questo nuovo tessuto.

In commercio esistono due tipi di nylon, distinti in base al polimero utilizzato durante la produzione: il nylon 6,6, che si ottiene dall’adipato di esametilendiammina e il nylon 6, frutto del cuprolattame. A questi si aggiunge anche il nylon 11, ricavato dall’olio di ricino. Il numero che affianca il nome fa riferimento al numero di atomi di carbonio presenti all’interno della molecola.

Caratteristiche:

  • Asciugatura rapida
  • Morbido, elastico e resistente
  • Resistente all’umidità
  • Prezzo accessibile

Poliacrilico

Le fibre poliacriliche sono prodotte dall’acrinolitrile, che prima di tutto viene polimerizzato e poi filato in una fibra, attraverso una procedura sia da bagnato che da asciutto. Queste fibre al tatto somigliano alla lana e sono resistenti agli agenti chimici e alla luce. Sono particolarmente adatte come riempimento per materiali che devono risultare morbidi e caldi. Sono fibre molto popolari, vista la loro resistenza e la facilità a essere maneggiate.

Poliestere

Il poliestere è una delle fibre sintetiche più utilizzate nel settore tessile, esattamente si tratta di un polimero derivante dai materiali di scarto e riciclo o dalla fermentazione batterica.

Venne introdotto nel commercio inglese come materiale tessile nel 1948 con il marchio Terylene.

Tra le diverse tipologie, quello utilizzato per i tessuti è il cosiddetto PET, ovvero polietilene tereftalato che, dipende dal tipo di lavorazione, può dare luce ad altri materiali tessili che conosciamo molto bene, come l’organza e il pile.

Caratteristiche:

  • Elastico
  • Resistente
  • Antimacchia
  • Resistente all’umidità
  • Idrorepellente

Queste sono le caratteristiche principali del poliestere, ne deriva quindi un tessuto molto resistente ed interessante. Proprio per le sue qualità, viene spesso utilizzato insieme ad altre fibre naturali come il cotone e la lana per dare resistenza ai capi.

Poliammide

La poliammide è uno dei materiali più usati nell’industria tessile contemporanea. La sua costituzione non è particolarmente difficile da ottenere, sebbene le differenti tipologie chimiche ne modifichino caratteristiche e qualità.

Il nylon è un insieme di fibre sintetiche ottenute per filature di polimeri e per reazione di un acido (l’acido adipico per esempio) su un prodotto chimico derivato dal petrolio. La macromolecole che si costituisce a partire dai due monomeri primi, si presentano allo stato di pastiglie.

Successivamente fuse e manipolate a dovere, vengono trattate attraverso una filiera e solidificate, così da ottenere filamenti di diversa tipologia.

Rayon

Noto anche con il nome di “seta artificiale”, il Rayon è una fibra tessile semi-artificiale che si ottiene a partire da un elemento naturale, la cellulosa, tramite elaborazioni chimiche.

I prodotti chimici impiegati nella produzione del Rayon tradizionale sono particolarmente inquinanti, nel mondo della moda etica il rayon viene sostituito dal Lyocell.

La fibra di Rayon è definita semi-sintetica poiché deriva da una materia prima naturale, tuttavia trasformata con l’utilizzo di processi chimici.
La cellulosa viene convertita in un composto liquido tramite l’utilizzo di componenti chimici, a questo punto il liquido viene fatto passare attraverso dei piccoli fori e successivamente riconvertito in forma di fibra.

Caratteristiche:

  • Estrema morbidezza
  • Sensazione di freschezza
  • Lucentezza
  • può essere tinto in tutte le tonalità

Viscosa

La viscosa è un tessuto altamente traspirante che dona un tocco di freschezza al nostro corpo e per questo è molto piacevole indossarla a diretto contatto con la pelle. Nasce con il nome di seta vegetale, poiché creata dall’uomo appositamente per emulare le caratteristiche di morbidezza della seta naturale, ma con un costo decisamenmte inferiore.

La viscosa è un tessuto di origine naturale molto resistente all’usura, biodegradabile, assorbe molto bene i colori che appaiono più luminosi rispetto ai classici tessuti naturali. La viscosa è spesso miscelata con altri tessuti come cotone e poliestere, per donare ai capi di abbigliamento ulteriori peculiari caratteristiche. Viene miscelata anche con elastan e spandex per garantire la giusta elasticità.

La viscosa più diffusa è sicuramente il Rayon, ed è anche la versione “più antica” della viscosa. Per scopi (spesso) commerciali oggi la viscosa prende diversi nomi a seconda del produttore, ma pur cambiando il processo di produzione e la materia prima utilizzata, resta sempre una fibra artificiale.

Viscose vegetali ecologiche:

  • Viscosa di bamboo
  • Viscosa di eucalipto (lyocell)
  • Viscosa di faggio (modal)
  • Viscosa di latte (lanital)
  • Viscosa di arance (orange fiber)
  • Viscosa di mais
  • Viscosa di ricino

Essendo una fibra artificiale di origine naturale il tessuto in viscosa ha proprietà di assorbimento dell’umidità maggiori rispetto ad altre fibre tessili. Impedendo la formazione di batteri e la crescita di acari della polvere il tessuto in viscosa è spesso classificabile come ipoallergenico e grazie a questa sua proprietà viene utilizzato anche per realizzare coperte e lenzuola, oltre ai classici capi di abbigliamento e intimo.

Caratteristiche:

  • Traspirante
  • Anti-microbico
  • Elastico
  • Luminoso
  • Morbido
  • Asciugatura rapida
  • Non restringe/scolora

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